Get cape. Wear cape. Fly.
L'insonnia è un'illusione da sfaticati, Malaussène, si dorme sempre più di quanto non si creda, nella vita.Ask me anything
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Marissa Mayer sarebbe pronta a intraprendere un accordo, forse un’acquisizione, con Tumblr, per un miliardo di dollari. Puntando su creatività e un pubblico giovane
La fine è vicina.
Di quella volta che andai a finire su Wired (Luglio 2010, la memoria ogni tanto fa un giro nell’archivio)
Qui la foto un po’ più grande, secondo me mi hanno preso in giro, è lui e non me l’hanno voluto dire.
(Ah, Flash oppure il padre di Dawson Leery)
Un disco a forma di mondo
“La musica su vinile è piatta? L’artista e designer Yuri Suzuki ha risolto il problema con l’album sferico The Sound of the Earth. Posi la testina sul Polo Nord e la vedrai attraversare questo mappamondo sonoro e riprodurre musiche catturate dallo stesso Suzuki nei suoi viaggi. Grazie ai consigli del costruttore di giradischi Vestax, Suzuki ha ricoperto una sfera di lacca e ha progettato una testina speciale. Poi ha inserito tracce audio nella stessa parte del globo in cui sono state registrate. i paesi più piccoli, come il Regno Unito, sono rappresentati soltanto da un paio di secondi di musica”
(Fonte: Wired Magazine, video su yurisuzuki.com)
Disney ha comprato la Lucasfilm, la casa di produzione di quel George Lucas mente e creatore di Guerre Stellari. (Disney e Star Wars: la guerra dei meme - Wired.it)
Sparky era nato per disegnare fumetti. Lo sapeva da sempre. Da quando sgambettava nel negozio del barbiere del padre, e ben prima che la sua intuitiva maestra della scuola elementare gli dicesse: “ Un giorno, Charles, sarai un grande artista”. E chissà cosa avrà pensato quella maestra quando, il 2 ottobre 1950, aprendo il giornale e leggendo la prima striscia dei Peanuts, vide la sua previsione tramutata in realtà. Quel giorno Charlie Brown, l’alter-ego cartonato di Charles – Sparky – Monroe Schultz si presentò al mondo attraverso le pagine di ben sette quotidiani statunitensi, tra cui ilWashington Post, il Chicago Tribune, il New York Times e il Boston Globe.
Erano tre anni che Schultz lavorava a questa serie, cui aveva dato nome Li’l Folks e che aveva come protagonista un bambino dalla testa eccessivamente ovale. Tra il 1947 e il 1950 era stata pubblicata solo dal St. Paul Pioneer Press, sebbene Schultz tentasse continuamente di venderla anche ad altre testate. A riuscire nell’impresa fu la United Feature Syndicate, cui il fumettista ormai scoraggiato si era affidato all’inizio del 1950. L’agenzia però non mantenne il nome originale della serie, trasformandolo nell’oggi famoso Peanuts, e a Sparky questo cambio non sarebbe mai andato giù: “ Volevo una striscia con dignità e significatività. Penauts la faceva suonare troppo insignificante”.
Dopo quel 2 ottobre Schultz pubblicò ogni giorno una striscia dedicata al suo straordinario gruppo di bambini (e animali), più una la domenica, per i successivi 50 anni (49 anni e quattro mesi, a dire il vero). In questo lungo tempo la banda dei Peanuts si è costantemente arricchita di nuovi personaggi, a partire dal co-protagonista, e in molti casi protagonista assoluto, della serie: Snoopy. Il bracchetto spuntò, ancora muto e a quattro zampe, il 4 ottobre 1950, poi seguirono Violet, Schroeder, Lucy, Linus, Woodstoock, e via via tutta la compagnia, fino all’ultimo arrivo, quello di Naomi il 1 ottobre 1998.
Introdurre sempre nuovi personaggi era il modo con cui Charles M. Schultz cercava di crescere e migliorarsi fumetto dopo fumetto. Mai una volta aveva fatto ristampare una vecchia striscia per mancanza di ispirazione o di tempo, e considerava ogni tavola un’occasione per migliorare. E i suoi personaggi sono cresciuti insieme a lui, tanto da essere alla fine irriconoscibili rispetto ai primi disegni.Charlie Brown, per esempio, all’inizio aveva la testa della forma di un pallone da football, e non tonda come una pallina da baseball, e la sua maglietta non aveva la caratteristica greca nera.
L’ultima striscia quotidiana, insieme all’addio dell’autore, la cui salute era minata dal morbo di Parkinson e dalle conseguenze di un ictus, ha visto la luce il 3 gennaio 2000. L’ ultima in assoluto, invece (le strisce continuavano a uscire negli inserti domenicali) è stata quella del 13 febbraio dello stesso anno, il giorno dopo la morte di Schultz. Sparky non era nato per disegnare fumetti, era nato per disegnare i Peanuts: “Quando ho cominciato a disegnare queste strisce ho pensato subito: disegnerò questo per il resto della mia vita”.
(da Le 50 più grandi rivalità del mondo tecnologico - Wired.it, l’articolo non è nulla di che, ma la foto è un sacco figa)
"Noi abbiamo bollette da pagare e figli da crescere, loro vogliono il nostro sangue; noi abbiamo una visita dal dentista o l’automobiole rotta, loro vogliono il nostro sangue; noi possiamo essere felici, tristi andare a lavoro o a giocare a tennis, e loro contnuano a volere il nostro sangue. E sono milioni, miliardi, ovunque. Ci si può impegnare, si possono usare piastrine, spray e candele alla citronella, ma la costanza paga sempre, e nugli di zanzare che nascono ogni giorno nel mondo hanno solo lo scopo di pungerci, pungerci e deporre le uova, pungerci, deporre le uova e morire.
Credete che si possa aggirare un destino scritto nel dna?"






