Get cape. Wear cape. Fly.

L'insonnia è un'illusione da sfaticati, Malaussène, si dorme sempre più di quanto non si creda, nella vita.

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seattle theme by parker ehret

  1. "All’inizio le conoscenze sulla malattia erano limitate e non si sapeva nemmeno come definirla e chiamarla. Furono utilizzate diverse definizioni, tra cui la più nota fu per un certo periodo “la malattia delle 4H”, perché si pensava riguardasse solamente gli haitiani, gli omosessuali (“homosexuals” in inglese), gli emofiliaci (“hemophiliacs”) e gli eroinomani (“heroin users”)."
     
     
  2. marikabortolami:

    cosorosso:

    florencio:

    es verdad esto????

    enaigiiu, florencio, are we too oald for this shit? :)

    non ce la posso fare

    (Fonte: abder-dinozzo)

     
  3. Che la mia era un’idea geniale e mai nessuno ha voluto usarla, quindi ora che posso lo faccio io.

    Che la mia era un’idea geniale e mai nessuno ha voluto usarla, quindi ora che posso lo faccio io.

     
  4. locatorium:

    foxsoccer:

    JOSH TURNBULL SHOWS TORRES HOW IT’S DONE

    Young Josh Turnbull - son of keeper Ross Turnbull - gives the Chelsea supporters something else to cheer during the club’s end of season celebrations.

    The toddler showed off his amazing dribbling skills in front of the Stamford Bridge crowd, giving potential incoming manager - Jose Mourinho - even more striking options. How Fernando Torres will react to this display?

    Cucciolo lui :)

    oddio mio <3

     
  5. cookies4crumbs:

c’era una volta questa tipa tosta, racconta meredith all’inizio del sison finali che mi auguro abbiate visto, che non era una vera tipa tosta come quella di giochi preziosi che forse mi sto inventando, ma una di quelle che prima fanno le superfighe e poi schiattano dissanguate su un lettino d’ospedale come delle poracce qualunque in mano a una baldracca qualunque (shonda). insomma meredith, che siccome è in travaglio parla sotto la pioggia perché quando una pazza partorisce anche seattle piange, dice: ve la ricordate? poraccia! poraccia quanto ti pare meredith ma NO, primo non abbiamo mai mangiato insieme, secondo non sei il salento che tutti ti sanno e questa non è l’estate del 2011. comunque è inutile che fai la scherzona perché ieri a lei, oggi a te. come? sò quelle cose che dici a me non succederà mai? ecco, tu non lo puoi dire, stolta! comunque niente mettono il ragazzino cagacazzi su un elicottero e inizia la tempesta perfetta. non pensi che un giorno mi guarderai e tutto quello che vedrai sarà solo quel ragazzino cagazazzi? dice cristina, cristina senti, dice owen. ok, concludono. poi entriamo nel vivo con un assaggio di sanità italiana in cui il mio fidanSato dice me ne frega cazzi se cosa c’ha altri settantordici ragazzini da deliverare, tu vieni prima di tutto, tu esci fuori dal mucchio, tu sei la nota felice e suonerai ti ascolto anche ad orecchio  e poi siamo agli sgoccioli di stagione, prima ti muoriamo meglio è. e infatti va via la luce e addio, anche a seattle siamo nelle mani di manutentori di luci giovani e aitanti (LOL NO) che quando ti servono si fanno venire un infarto dall’emozione. di nuovo, it’s so italia. nel frattempo il mio fidanSato e cristina fanno una gara a chi arriva prima al lettino e poi si siedono, ma comunque niente, al rallentin sono proprio bellissimi. race for the cure per meredith che viene lasciata in mano a gongolo a dissanguarsi fino all’intervento della bailey che, a sopresona (again, LOL NO), dopo un attacco isterico la salva, uccidendo solo la vita sociale del povero infelice che porterà il suo nome per sempre (o almeno fino al prossimo finale con morto… potresti essere tu, bambino). a quel punto niente, si scaricano tutte le pile che tengono in vita i bambini che, scopriamo, respirano a pacchi di duracell e un camion si schianta davanti all’ospedale. fuoco, fiamme e gente impazzita che si urla in faccia cose tipo me la sono scopata perché tu continui a fare quella che ha visto il film e invece il film te l’hanno solo raccontato, io mi fidavo e tu mi hai tagliato una gamba, dovevi stare sull’aereo a soffrire e invece no, finiscila di dire che non hai perso niente, hai perso me così come io ho perso un arto, il mio fascino e tutto il rispetto dei miei fanzzzzi (grazie shonda, grazie). e poi di nuovo fuoco, fiamme e un’ottima occasione per far fare al bell’idiota quella camminata alla ben affleck al ritorno in patria in armageddon, ma con in più le fiamme dell’infermo, una ragazzina deficiente in braccio e una pazza che urla GIESO, ASK ME TO STAY. askala avery, ti prego rivestiti e askala. comunque niente, nessuno muore ma richard non si sente tanto bene che infatti quando il non giovane gli dice devi solo girare la manopola io l’ho detto subito: eccola là. e infatti. però nessuno lo cerca e quindi niente, fino a quel momento non ci sarà morte in questo finale di stagione, come non c’è albero che faccia rumore nel deserto, se nel deserto nessuno lo sente.

&lt;3.

    cookies4crumbs:

    c’era una volta questa tipa tosta, racconta meredith all’inizio del sison finali che mi auguro abbiate visto, che non era una vera tipa tosta come quella di giochi preziosi che forse mi sto inventando, ma una di quelle che prima fanno le superfighe e poi schiattano dissanguate su un lettino d’ospedale come delle poracce qualunque in mano a una baldracca qualunque (shonda). insomma meredith, che siccome è in travaglio parla sotto la pioggia perché quando una pazza partorisce anche seattle piange, dice: ve la ricordate? poraccia! poraccia quanto ti pare meredith ma NO, primo non abbiamo mai mangiato insieme, secondo non sei il salento che tutti ti sanno e questa non è l’estate del 2011. comunque è inutile che fai la scherzona perché ieri a lei, oggi a te. come? sò quelle cose che dici a me non succederà mai? ecco, tu non lo puoi dire, stolta! comunque niente mettono il ragazzino cagacazzi su un elicottero e inizia la tempesta perfetta. non pensi che un giorno mi guarderai e tutto quello che vedrai sarà solo quel ragazzino cagazazzi? dice cristina, cristina senti, dice owen. ok, concludono. poi entriamo nel vivo con un assaggio di sanità italiana in cui il mio fidanSato dice me ne frega cazzi se cosa c’ha altri settantordici ragazzini da deliverare, tu vieni prima di tutto, tu esci fuori dal mucchio, tu sei la nota felice e suonerai ti ascolto anche ad orecchio  e poi siamo agli sgoccioli di stagione, prima ti muoriamo meglio è. e infatti va via la luce e addio, anche a seattle siamo nelle mani di manutentori di luci giovani e aitanti (LOL NO) che quando ti servono si fanno venire un infarto dall’emozione. di nuovo, it’s so italianel frattempo il mio fidanSato e cristina fanno una gara a chi arriva prima al lettino e poi si siedono, ma comunque niente, al rallentin sono proprio bellissimi. race for the cure per meredith che viene lasciata in mano a gongolo a dissanguarsi fino all’intervento della bailey che, a sopresona (again, LOL NO), dopo un attacco isterico la salva, uccidendo solo la vita sociale del povero infelice che porterà il suo nome per sempre (o almeno fino al prossimo finale con morto… potresti essere tu, bambino). a quel punto niente, si scaricano tutte le pile che tengono in vita i bambini che, scopriamo, respirano a pacchi di duracell e un camion si schianta davanti all’ospedale. fuoco, fiamme e gente impazzita che si urla in faccia cose tipo me la sono scopata perché tu continui a fare quella che ha visto il film e invece il film te l’hanno solo raccontato, io mi fidavo e tu mi hai tagliato una gamba, dovevi stare sull’aereo a soffrire e invece no, finiscila di dire che non hai perso niente, hai perso me così come io ho perso un arto, il mio fascino e tutto il rispetto dei miei fanzzzzi (grazie shonda, grazie). e poi di nuovo fuoco, fiamme e un’ottima occasione per far fare al bell’idiota quella camminata alla ben affleck al ritorno in patria in armageddon, ma con in più le fiamme dell’infermo, una ragazzina deficiente in braccio e una pazza che urla GIESO, ASK ME TO STAY. askala avery, ti prego rivestiti e askala. comunque niente, nessuno muore ma richard non si sente tanto bene che infatti quando il non giovane gli dice devi solo girare la manopola io l’ho detto subito: eccola là. e infatti. però nessuno lo cerca e quindi niente, fino a quel momento non ci sarà morte in questo finale di stagione, come non c’è albero che faccia rumore nel deserto, se nel deserto nessuno lo sente.

    <3.

     
  6. La fine è vicina.

     
  7. The Dream
     
  8. escapekit:

    Tennis Court Business Card

    Brazil-based art directors Antonio Correa and Rodrigo Ribeiro, along with copywriter Rodrigo Strozenberghave come up with a unique and clever business card design for the Denia Salu Tennis Academy based in São Paulo, Brazil. 

     
  9. Di quella volta che andai a finire su Wired (Luglio 2010, la memoria ogni tanto fa un giro nell&#8217;archivio)Qui la foto un po&#8217; più grande, secondo me mi hanno preso in giro, è lui e non me l&#8217;hanno voluto dire. (Ah, Flash oppure il padre di Dawson Leery)

    Di quella volta che andai a finire su Wired (Luglio 2010, la memoria ogni tanto fa un giro nell’archivio)
    Qui la foto un po’ più grande, secondo me mi hanno preso in giro, è lui e non me l’hanno voluto dire.
    (Ah, Flash oppure il padre di Dawson Leery)

     
  10. (Fonte: undr)